Le opere
Agli studiosi e ai collezionisti provenienti da tutto il mondo, i due calchi in gesso del Museo Ginori racconteranno un capitolo poco conosciuto, ma assolutamente affascinante della lunga storia della Manifattura di Doccia, che ha come protagonista il collezionismo “a uso della fabbrica” del marchese Carlo Ginori e del figlio Lorenzo.
Entrambe le composizioni, pressoché coeve, rappresentano la prima delle Dodici fatiche di Ercole. Una è stata recentemente attribuita a Pietro Tacca (1577-1640), allievo ed erede della bottega fiorentina del Giambologna, mentre l’altra è d’invenzione del lombardo Stefano Maderno (1576-1636), attivo prevalentemente a Roma.
Il restauro
Le due opere sono state recentemente restaurate grazie a una raccolta fondi promossa dall’Associazione Amici di Doccia, che nel 2019 ha venduto all’incanto da Sotheby’s una collezione di gioielli in porcellana realizzati dagli studenti della scuola di arti orafe LAO con scarti messi a disposizione da Ginori 1735.
In attesa della riapertura del Museo Ginori, attualmente in ristrutturazione, la BIAF offre dunque la possibilità di ammirare nel pieno della loro bellezza due esempi significativi dello straordinario patrimonio scultoreo della Manifattura Ginori, alla cui conservazione gli Amici di Doccia hanno dedicato negli anni numerosi interventi.
Autorizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana, il restauro è stato eseguito da Gabriella Tonini e Louis Pierelli sotto la direzione della funzionaria Giulia Basilissi. Le analisi diagnostiche commissionate dalla Fondazione Ginori a AdArte snc hanno fornito, infine, preziose informazioni sulla tecnica e sulla datazione del gruppo da Maderno.
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